Un altro bacio
Lorena Spampinato
Le sue labbra erano di un rosa diverso ogni volta che restavo ad osservarle, sembrava che cambiassero colore col sole. Nei miei sogni erano fragole a metà, e ne immaginavo quasi lo stesso sapore. Dovevano essere morbide, calde quanto bastava. Un’isola di sabbia rossa sulla quale strisciare le dita per tracciarne il contorno. L’avevo percorso con la mente, quel bordo montuoso. Due dossi neonati s’incrociavano nella stessa insenatura. Un gioco simmetrico che ingannava lo sguardo, e impediva di stabilire con chiarezza se quella cavità fosse la fonte, o il tratto in cui i due promontori trovavano fine. Pensavo che l’avrei scoperto, un giorno. Forse grazie a qualche fenomeno di inerzia ed elettrizzazione. Le nostre bocche si sarebbero certamente incontrate.Sapevo già come sarebbe andata. La mia testa era un teatro di burattini, e quello spettacolo andava in scena continuamente, e ovunque mi trovassi. Sull’autobus, tra i banchi di scuola, di notte sotto al piumone. Lo riconoscevo dalle note leggere che portavano sul palco i personaggi. Un ritmo lento e cadenzato li accompagnava, l’uno verso l’altra. E un suono acuto li fermava nel punto in cui un passo ulteriore avrebbe visto i loro corpi intrecciarsi. Occhi negli occhi, si parlavano, si dicevano, si scambiavano. E solo quando la musica cominciava a farsi lontana, e la luce diventava fioca, le loro ombre si avvicinavano fino a crearne una. Quell’immagine la conservavo dentro, gelosamente. Certi giorni, la mia proiezione felice diventava parte dei miei ricordi. E capitava di chiedermi cosa fosse vero e cosa no. Le immagini erano nitide a tal punto, da poter riconoscere il mio neo sulla guancia, le sue unghia mangiucchiate tra i miei capelli. Ricordavo tutto. Sapori, odori, e quel suo modo strano di respirare. E quel mio tremolio nervoso.
E quegli occhi socchiusi, e il timore che avevo che tutto potesse finire da un momento all’altro. E la paura che fosse tutto un sogno.
E la voglia di non svegliarmi, di restare in attesa. Di un altro bacio, forse.
Nel numero di gennaio di Kiss Me! trovi l'intervista a Lorena. |
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